Tradimenti: La prima volta con un negro – Cap.1

Tradimenti: La prima volta con un negro – Cap.1

E’ un caldo e afoso pomeriggio di fine primavera . Esco presto dall’ufficio e voglio rompere un po’ con il ritmo frenetico degli ultimi giorni . A casa , dopo la doccia , passeggio nuda per le stanze in cerca di refrigerio . Sola . Non penso . Assaporo le dolci sensazioni che mi procuro massaggiandomi il corpo .
Se ci fosse Mario ! . Anzi penso a Giovanni . Alle sue mani possenti e al suo grosso corpo su di me . Ho voglia di Giovanni .
“Vado al GS dove lavora Giovanni , faccio la spesa , poi invito a casa Giovanni e passo la notte con lui .
Non mi interessa che sia vedovo , abbia più di 50 anni e sua figlia sia stata un’amica d’infanzia “
Lo ripeto davanti allo specchio quasi volessi farmi coraggio .
Giovanni è robusto e tarchiato . E’ stato anche un campione di box .Sprizza energia da tutti i pori con petto in fuori e pancia in dentro . Mi ha sempre attirato e ispirato simpatia , anche quando ero bambina . Due occhi dolci e vivaci , un viso sempre sorridente .
“ Lo voglio . Uno come lui non l’ho mai provato . Spero che mi faccia impazzire “. Indosso solo il vestito verde , leggero , le scarpe ed esco .
All’ingresso del parcheggio Giovanni non c’è . Lo vedo però accovacciato in fondo al parcheggio mentre con guanti rossi e pennello dipinge le strisce gialle .
Mi dirigo verso di lui e volutamente lo colpisco alla schiena . Lo butto a terra .
Mi precipito fuori pronta a soccorrerlo .
Con stupore vedo un uomo diverso e per di più negro .. La faccia tonda come la luna , due labbra grosse rossastre , denti bianchissimi , due enormi occhi neri spalancati ,vispi e lucidi su un candido fondo bianco .
Il collo rotondo come un tronco d’albero , il corpo grosso e muscoloso più di Giovanni .
Lo guardo da capo a piedi . Dopo un attimo di sbigottimento , mi avvicino di più
“Si è fatto male ? mi scuso , non volevo , mi scusi “.
Impreca in una lingua incomprensibile e muove le mani come volesse scacciarmi .
“ Sto bene , sto bene . Non si preoccupi . Ma per la miseria stia attenta “. Dice in italiano chiaro e rotondo . Si alza . Una striscia gialla è stampata davanti sulla canottiera e sui pantaloni . Rido .
“ C’è poco da ridere “ . Ha un bellissimo sorriso dolce
Per sincerarmi che non sia rotto da qualche parte lo tocco dappertutto .
“ Mi dispiace . Sta bene ? .Non volevo . Sta bene ?“ .
Lo tocco in continuazione . E’ una calamita . Puzza di selvatico , un profumo maschio che aspiro profondamente ..
Per farmi perdonare lo interrogo per conoscerlo meglio .
Si chiama Yami , viene dall’Uganda . Ha venti anni ed è in Italia da quattro anni .
Vive in una stanza affittata e lavora come imbianchino autonomo . Lavora molte ore per prendere più soldi . Gli amministratori dei palazzi vicini o Giovanni gli procurano il lavoro .
Scopro cosi che vive in casa di Giovanni e gli paga l’affitto della stanza per il solo dormire.
Di sera fa il pugile .
“ Vuoi venire a cena a casa mia ? “.
Yami si ferma un attimo , sgrana gli occhi , si passa le mani nei folti capelli neri e poi sul petto peloso sollevando la canottiera .
“ Come ti chiami “ mi chiede dopo un lungo sospiro
“ Luisa “
“ Quanti anni hai “.
“ Non è delicato chiederlo ad una donna “
“ Scusa . Da noi è cortesia e considerazione . ”
“ Vieni a cena allora ? Mi farebbe piacere . Faccio la spesa e poi andiamo “.
“ Sono tutto sporco e puzzo di sudore . Non posso venire cosi , mi devo lavare “.
“ Non ti preoccupare , ti lavi a casa mia , mentre preparo la cena “.
“ Va bene , ok , finisco prima il lavoro .Ti aspetto qui “.
Compero ogni ben di dio . Anche se mi sembra ben nutrito voglio preparargli qualcosa di buono , diverso da quello che penso mangi tutti i giorni .
Quando esco , è già pronto , mi aspetta all’uscita . Prende il carrello e lo spinge verso la macchina .
Guardandolo da dietro mi sembra più grosso di quanto l’avessi prima impresso . Mi assale un senso di paura e angoscia . Non ho mai frequentato e portato a casa gente sconosciuta e tantomeno un negro .
Quelle dimensioni fisiche sono quelle di un delinquente o di uno stupratore .
Avrei portato a casa Giovanni , desideravo fare sesso con lui . Lo conosco da tanto tempo e non mi ha mai fatto paura . Prima non lo desideravo e non mi interessava . Mi attirava solo fisicamente per la sua forma muscolare . Giovanni è solo un toro che questa sera desideravo provare .
Il negro è un’altra cosa . Come mi è venuto in mente di invitarlo ? Ho paura . Se mi assale , quando siamo in casa . Se mi violenta e poi mi uccide ? Che scema sono stata .
“ Qualcosa non va ? “ mi chiede
“ Va tutto bene , controllo se ho comperato tutto quello che mi serve per la cena .”
“ Sei sicura di volermi portare a casa ? Non hai paura ? Sono un negro “
“ Conosco Giovanni da quando ero bambina e con sua figlia ho fatto le scuole inferiori . Se lavori e dormi a casa di Giovanni , è un buon segno . Mi fido . Per conoscerti meglio bisogna pur iniziare a frequentarti . E poi ti faccio vedere la casa che deve essere riverniciata . Se vuoi fare questo lavoro , ti pago il dovuto . E per farlo devi prima vedere la casa . Andiamo che è tardi e non pormi problemi . “.
Durante il ritorno gli chiedo della sua vita . Mi risponde concisamente e a monosillabi , quasi intimorito . Forse non capisce per quale motivo lo porto a casa . E’ la prima volta che gli succede da quando è in Italia .
Arrivati nel box , Yami prende tutti i sacchetti e li porta nell’ascensore . Nel chiuso dell’ascensore sento ancora il suo odore acre di sudore e non so cosa d’altro . Chissà da quanto tempo non si lava .
Mi piace , attira ed eccita . Guardo le braccia forti , i muscoli tesi per sostenere i sacchetti , il petto e i suoi capezzoli , le cosce grosse e fisso la zona del coso . Sono attratta da quel gonfiore . Continuo a fissarlo per interi secondi . Che meraviglia deve esserci in quel nido .
Se ne accorge .Con calma apre ulteriormente le gambe piegando le ginocchia e da un colpetto del basso ventre verso l’alto . Una meraviglia , una mossa primitiva .
Entriamo in casa .
“ Se vuoi lavarti il bagno è in fondo al corridoio . Se non vuoi è lo stesso , il tuo odore mi piace “
“ Lo faccio , puzzo troppo “
“ Fai come vuoi , ti aspetto . Intanto preparo la cena . “
Si chiude in bagno . L’acqua incomincia a scorrere .
Preparo , rapida , la cena . Portate fredde ben nutrienti , insaporite da forti spezie .
Rimango con la blusa verde leggera che lascia intravedere i capezzoli e le forme del corpo . Arriva appena sotto le natiche . Mi siedo in sala e sfoglio una rivista . Penso a Yami , cosi grosso . Alla sciocchezza che ho fatto e che sto facendo . Tremo un po’ .
Pensando che vive con Giovanni , mi tranquillizzo un po’
L’acqua non scorre più . Sento aprire la porta . Yami avanza nella penombra del corridoio . E’ nudo come una statua .
“ Non so con che cosa asciugarmi e cosa mettermi addosso . In bagno ci solo sono le tue asciugamani .
I vestiti che mi sono tolti sono sporchi e puzzano troppo per rimetterli . Hai un lenzuolo o un accappatoio ? “ .
Parlando si avvicina sempre di più . Nella luce della sala e con naturalezza mostra tutto il suo grosso corpo . I testicoli sono grossi come uova di gallina e pendono vistosamente davanti alle gambe.
La sua proboscide , morbida e lunga , arriva quasi al ginocchio . Saltella da una parte all’altra mentre cammina .
No ho mai visto un tale spettacolo , una dimostrazione vivente di forza , armonia , sessualità e disponibilità .
“ Sei una statua greca , romana o di un uomo uscito dai dipinti delle pareti proibite di Pompei “
Si avvicina sempre di più sorridente e invitante .Si ferma a mezzo metro di distanza

Continua nel prossimo capitolo…

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